TARI

Tassa sui rifiuti

La sigla “TARI” rappresenta tassa sui rifiuti in vigore dal 01/01/2014.

Tale tassa (che sostituisce la TARES) è istituita e disciplinata dalla legge 27 dicembre  2013, n. 147, dal decreto-legge 6 marzo 2014 n. 16, convertito dalla legge 2 maggio 2014 n. 68 e dal Regolamento Comunale. La TARI è dovuta per il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, anche se di fatto non utilizzati, suscettibili di produrre rifiuti urbani o assimilati. Si considerano rifiuti assimilati agli urbani quelli contenuti nel vigente regolamento per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e la pulizia del territorio del Comune di Trieste. Sono escluse dall’applicazione della tassa le aree scoperte, non operative, pertinenziali o accessorie a locali tassabili nonché le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non sono detenute od occupate in via esclusiva. Sono inoltre esclusi dalla tassazione i locali e le aree che per loro natura, per l’uso cui sono destinati ovvero per le obbiettive condizioni di non utilizzabilità non sono suscettibili di produrre rifiuti.

Rientrano nel periodo precedente, a titolo di esempio:

  • i locali impraticabili;
  • i locali in stato di abbandono;
  • le aree adibite in via esclusiva al transito o alla sosta gratuita dei veicoli;
  • i locali tecnici muniti di attrezzature tali da escludere la produzione di rifiuti (ad esempio: le centrali termiche, le cabine elettriche, i vani ascensori, i vani caldaie, le celle frigorifere);
  • gli impianti sportivi limitatamente alle aree ed ai locali riservati all’esercizio dell’attività sportiva (ad esempio: palestre, campi gioco, piscine); sono comunque imponibili le superfici destinate ad usi diversi quali, ad esempio, spogliatoi, servizi igienici, uffici, biglietterie, punti di ristoro, gradinate e simili;
  • i locali oggetto di lavori di ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo in seguito al rilascio di licenze, permessi, concessioni od autorizzazioni, limitatamente al periodo di validità del provvedimento e, comunque, non oltre la data riportata nella certificazione di fine lavori;
  • per gli impianti di distribuzione dei carburanti, le aree adibite in via esclusiva all’accesso, al transito e all’uscita dei veicoli dall’area di servizio;
  • i fienili;
  • gli edifici in cui è esercitato pubblicamente il culto, accatastati in coerente categoria E7, limitatamente alla parte di essi ove si svolgono le funzioni religiose:
  • i locali con altezza inferiore a 1,8 metri;
  • le rientranze o le sporgenze realizzate per motivi estetici, salvo che non siano fruibili;
  • le scale, i pianerottoli ed i ballatoi comuni.

Nella determinazione della superficie assoggettabile alla tassa non si tiene conto della parte di essa dove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilati o non assimilabili ai rifiuti urbani, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. Si considerano comunque non assimilabili i rifiuti prodotti nei magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio delle attività produttive svolte nelle superfici di cui al periodo precedente.

Nel caso in cui, per particolari caratteristiche e modalità di svolgimento dell’attività, vi sia una obiettiva difficoltà a definire la parte di superficie ove si formano rifiuti speciali non assimilati o non assimilabili ai rifiuti urbani, la superficie imponibile è calcolata forfettariamente applicando delle riduzioni percentuali all’intera superficie su cui l’attività viene svolta.


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Per ogni altra necessità o richieste di informazioni è disponibile il Contact form (Compila la scheda di contatto).


Ulteriori informazioni, regolamenti e delibere su
Rete Civica del Comune di Trieste